
L’autorità di San Roberto Bellarmino,
dottore del papato
Argomento dottrinale
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Nelle sue celebri Controversie, il dottore della Chiesa San Roberto Bellarmino espone in modo dettagliato le diverse ragioni per le quali può essere convocato un Concilio Generale Imperfetto. Egli insegna che, qualora un pretendente al papato fosse caduto nell’eresia o nello scisma, un Concilio Generale Imperfetto può essere riunito allo scopo di dichiarare che tale uomo non è mai stato Papa, oppure che si è deposto da sé stesso a causa dell’eresia o dello scisma, e di sostituirlo con un vero Sommo Pontefice. Secondo San Roberto Bellarmino, questo è l’unico concilio che possa essere convocato dai cardinali o dai vescovi in circostanze gravi, poiché la Chiesa deve necessariamente possedere sempre i mezzi per provvedere a sé stessa un capo:
«Oltre a questi argomenti degli avversari, anche i cattolici stessi sono soliti esprimere alcuni dubbi. Il primo: è lecito a qualcuno diverso dal Papa convocare un Concilio, quando il Papa non vuole farlo, e quando ciò è necessario per il bene generale della Chiesa? Il secondo: quando il Papa è eretico o scismatico e, come tale, non può né deve convocare un Concilio, qualcuno può farlo al suo posto? Il terzo: vi è qualcuno capace di convocare un Concilio se il Papa è impedito dal farlo perché è stato catturato dagli infedeli, oppure perché è morto, è divenuto folle o ha abdicato?
[…]
«Rispondo al secondo e al terzo [quesito] che non è possibile, in alcun caso, convocare senza l’autorizzazione del Sommo Pontefice un Concilio vero e perfetto, che abbia l’autorità di definire le cose della fede. Infatti l’autorità principale risiede nel capo, in Pietro, al quale è stato comandato di confermare i suoi fratelli, e per il quale il Signore ha pregato (Lc 22,32) affinché la sua fede non venga meno. Tuttavia, in questi due casi, può essere convocato un Concilio Imperfetto per provvedere una testa alla Chiesa. Poiché la Chiesa possiede senza dubbio il potere voluto di procurarsi una testa, anche se, priva di testa, non può statuire su molte cose sulle quali invece può pronunciarsi quando agisce con la sua testa, come insegna dottamente Caetano in un opuscolo sul potere del Papa (capitoli 15 e 16), e ancor prima di lui i presbiteri della Chiesa romana nella lettera a Cipriano (la settima nel libro II delle opere di Cipriano). Un Concilio Imperfetto potrà aver luogo se è intrapreso dal collegio dei cardinali, oppure se i vescovi si radunano tra loro in un determinato luogo.» [1]
Se necessario, dunque, in situazioni di estrema necessità, è possibile per i vescovi riunire un Concilio Generale Imperfetto. Esso sarà sufficiente a provvedere la Chiesa di una nuova testa visibile, autentica e incontestabile. Il Concilio Generale Imperfetto consente, mediante mezzi straordinari, di restaurare il capo della gerarchia visibile, dal quale deriverà indubitabilmente la giurisdizione. Questo potere di designazione, precisa Bellarmino, deriva dall’autorità stessa del Corpo Mistico, il quale non può perire per mancanza di una testa.
[1] San Roberto Bellarmino, De Conciliis, in Opera Omnia, t. II, (Paris: Ludovicum Vivès, 1870), lib. I, cap. 14, p. 217