
In caso di dubbio sulla legittimità di un papa, tutti i pretendenti devono prima essere fisicamente deposti prima che possa avere luogo una nuova elezione.
Obiezioni
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Questa obiezione viene formulata su una di due basi:
a) sul presupposto che il papa debba essere eletto e/o risiedere a Roma,
b) sul presupposto che, finché vi sia un usurpatore a Roma, qualsiasi papa appena eletto verrebbe reso un papa dubbio (e quindi non un papa legittimo).
Il primo punto è già stato trattato nella nostra precedente risposta: non è necessario che un papa risieda a Roma né che sia eletto a Roma, come dimostrano sia la storia sia i decreti papali.
Il secondo punto trova risposta in un’ulteriore considerazione storica: nella storia della Chiesa vi sono stati numerosi antipapi e, in diversi casi, alcuni antipapi hanno governato a Roma mentre il papa legittimo si trovava fuori Roma. Ciò dimostra che l’obiezione è falsa, perché se la presenza di un usurpatore o di un pretendente a Roma rendesse dubbio il Papa legittimo (e quindi illegittimo), dovremmo concludere che la Chiesa non avrebbe mai potuto avere un Papa legittimo contemporaneamente a un antipapa, poiché quest’ultimo renderebbe impossibile il primo. Tuttavia, sappiamo che ciò non è vero. Infatti, la definizione di antipapa è: «Un falso pretendente alla Santa Sede in opposizione a un pontefice eletto canonicamente», [1] e pertanto ognuno dei ventinove o più antipapi [2] ufficialmente riconosciuti nella storia della Chiesa è esistito accanto a un papa legittimo. Ecco alcuni esempi significativi:
Antipapa Costantino II:
«Stefano (III) IV, papa, nato circa nel 720; morto il 1° o il 3 agosto 772. Paolo I non era ancora morto quando iniziarono i disordini riguardo all’elezione del suo successore. Toto di Nepi, con un gruppo di Toscani, irruppe a Roma e, nonostante l’opposizione del primicerio Cristoforo, impose con la forza suo fratello Costantino, un laico, sulla cattedra di Pietro (giugno 767). Nella primavera del 768, tuttavia, Cristoforo e suo figlio Sergio riuscirono a fuggire dalla città e, con l’aiuto dei Longobardi, deposero l’usurpatore. Essi riuscirono anche a rovesciare il monaco Filippo, che alcuni dei loro alleati longobardi avevano segretamente eletto papa. Grazie ai loro sforzi, Stefano, un siciliano figlio di Olivus, fu infine eletto e consacrato canonicamente (7 agosto 768). Era stato monaco Benedettino ed era stato ordinato sacerdote da Papa Zaccaria. Dopo la sua consacrazione, gli antipapi furono trattati con grande crudeltà, che — come generalmente si ammette — Stefano non riuscì a impedire.» [3]
Da questo racconto vediamo dunque che un antipapa era seduto a Roma, mentre il papa legittimo fu eletto fuori Roma e l’usurpatore venne rimosso solo successivamente.
Antipapa Benedetto X:
«Non appena la notizia della morte di Stefano X a Firenze giunse a Roma (4 aprile 1058), il partito Tuscolano nominò un successore nella persona di Giovanni Mincius, Vescovo di Velletri, con il nome di Benedetto X. La sua elevazione, dovuta alla violenza e alla corruzione, era contraria agli ordini specifici di Stefano X, secondo cui alla sua morte non si doveva procedere all’elezione del successore prima del ritorno di Ildebrando dalla Germania. Diversi cardinali protestarono contro queste procedure irregolari, ma furono costretti a fuggire da Roma. Ildebrando stava tornando dalla sua missione quando ricevette la notizia di questi eventi. Interruppe il viaggio a Firenze e, dopo essersi accordato con il Duca Goffredo di Lorena-Toscana sulla candidatura del Vescovo Gerardo al papato, riuscì a ottenere il sostegno di una parte della popolazione Romana per il suo candidato. Un’ambasceria inviata alla corte imperiale ottenne la conferma della scelta da parte dell’Imperatrice Agnese. Su invito di Ildebrando, i cardinali si riunirono nel Dicembre del 1058 a Siena ed elessero Gerardo, che assunse il nome di Niccolò II. Durante il viaggio verso Roma, il nuovo papa tenne a Sutri un sinodo molto partecipato nel quale, alla presenza del Duca Goffredo e del cancelliere imperiale Guiberto di Parma, pronunciò la deposizione contro Benedetto X.» [4]
Questo dimostra che un papa legittimo può essere eletto dopo l’elezione di un antipapa ed essere comunque considerato legittimo anche prima che l’antipapa venga rimosso.
Antipapa Felice II: (N.B.: Alcune persone di grande fama sostengono che Felice II sia stato un vero papa. Non intendiamo entrare qui in questa controversia, ma soltanto presentare esempi di situazioni che potrebbero somigliare a una possibile situazione futura nella Chiesa.)
«Nel 355 Papa Liberio fu esiliato a Berea, in Tracia, dall’Imperatore Costanzo perché sosteneva con fermezza la definizione nicena della fede e si rifiutava di condannare Sant’Atanasio di Alessandria. Il clero romano si impegnò solennemente, in conclave, a non riconoscere alcun altro Vescovo di Roma mentre Liberio fosse rimasto in vita. (“Marcellini et Fausti Libellus precum”, n. 1: “Quae gesta sunt inter Liberium et Felicem episcopos” in “Collectio Avellana”, ed. Gunter; Girolamo, “Chronicon”, ad an. Abr. 2365). L’Imperatore, tuttavia, che stava sostituendo i Vescovi Cattolici esiliati con vescovi di tendenza ariana, si adoperò per installare un nuovo Vescovo di Roma al posto del Liberio esiliato. Invitò a Milano Felice, arcidiacono della Chiesa Romana; al suo arrivo, Acacio di Cesarea riuscì a indurlo ad accettare l’ufficio dal quale Liberio era stato espulso con la forza e a farsi consacrare da Acacio e da altri due vescovi ariani. La maggior parte del Clero Romano riconobbe la validità della sua consacrazione; tuttavia i fedeli laici non vollero avere nulla a che fare con lui e rimasero fedeli al papa esiliato ma legittimo.» [5]
Pertanto, da questo resoconto vediamo che un papa legittimo fu esiliato da Roma e risiedeva fuori di Roma, mentre l’antipapa fu insediato a Roma. Persino il clero riconobbe pubblicamente questo antipapa, ma il Papa legittimo conservò comunque la sua legittimità.
Antipapa Anacleto II:
«Entrambi i pretendenti [Anacleto II e Papa Innocenzo] furono consacrati nello stesso giorno, il 23 febbraio: Anacleto in San Pietro e Innocenzo in Santa Maria Nuova. È difficile dire come questo scisma sarebbe stato sanato se la decisione fosse stata lasciata ai canonisti. Anacleto aveva un forte titolo sia nel diritto sia nei fatti. La maggioranza dei cardinali, con a capo il vescovo di Porto, decano del Sacro Collegio, stava dalla sua parte. Quasi tutto il popolo di Roma si raccolse attorno a lui. La sua vittoria sembrava completa quando, poco dopo, i Frangipani, abbandonando quella che sembrava una causa perduta, passarono dalla sua parte. Innocenzo cercò la salvezza nella fuga. Non appena giunse in Francia, la sua situazione prese una piega favorevole. “Cacciato dalla Città, fu accolto dal mondo”, dice San Bernardo, la cui influenza e i cui sforzi gli procurarono l’adesione praticamente di tutto il mondo Cristiano. Il Santo espone le ragioni della sua decisione a favore di Innocenzo in una lettera ai vescovi dell’Aquitania (Op. cxxvi). Esse forse non erano canonicamente decisive; tuttavia soddisfecero i suoi contemporanei. “La vita e il carattere del nostro Papa Innocenzo sono al di sopra di ogni attacco, anche da parte del suo rivale; mentre quelli dell’altro non sono al sicuro neppure dai suoi amici…”
«…Nella primavera del 1133, il Re Germanico Lotario condusse a Roma Innocenzo, che due grandi sinodi, quelli di Reims e di Piacenza, avevano proclamato legittimo Papa; ma poiché egli era accompagnato soltanto da duemila cavalieri, l’antipapa, al sicuro entro le mura di Castel Sant’Angelo, osservava senza timore. Non potendo aprirsi la via verso San Pietro, Lotario e la sua regina Richenza, il 4 giugno, ricevettero la corona imperiale nel Laterano. Dopo la partenza dell’Imperatore, Innocenzo fu costretto a ritirarsi a Pisa, e per quattro anni il suo rivale rimase in possesso indisturbato della Città Eterna. Nel 1137, Lotario, dopo aver finalmente sconfitto gli insorti Hohenstaufen, tornò in Italia alla testa di un formidabile esercito; ma poiché lo scopo principale della spedizione era punire Ruggero, la riconquista di Roma fu affidata all’opera missionaria di San Bernardo.» [6]
Pertanto, da questo resoconto vediamo un altro caso storico di papato conteso, con alcuni elementi degni di nota: Il papa legittimo era realmente legittimo, ma la Chiesa ritenne comunque prudente confermarlo mediante due sinodi; Nonostante motivi di dubbio e il rifiuto di parte del clero, il papa legittimo fu accettato dai fedeli, il che rafforzò ulteriormente la sua legittimità; La Chiesa non attese che l’usurpatore fosse rimosso da Roma prima di sostenere il papa legittimo; Anzi, questo Papa stesso divenne un punto di riferimento per i cattolici nella riconquista di Roma.
Vi sono molti altri esempi simili nella storia degli antipapi, ma la conclusione che essi suggeriscono è chiara: la presenza di un usurpatore a Roma non è una ragione sufficiente per ritardare l’elezione di un nuovo papa, né è necessario che l’usurpatore venga rimosso prima che un papa legittimo possa essere eletto o possa esercitare efficacemente la sua missione.
[1] Catholic Encyclopedia, «Antipope», edizione del 1913
[2] Ibid.
[3] Ibid. «Pope Stephen (III) IV»
[4] Ibid. «Pope Nicholas II»
[5] Ibid. «Felix II»
[6] Ibid. «Anacletus II»