top of page
Saints.jpg

Chi può collaborare a questo Concilio Generale

Argomento dottrinale

13/16

torna al sommario

<< Precedente
Successivo >>

Poiché un Concilio Generale Imperfetto, per definizione, non è convocato dal Sommo Pontefice e opera praeter legem (al di fuori della legge), sembra che la sua universalità sia il criterio realmente determinante della sua legittimità. Di conseguenza, desideriamo che il nostro invito a unirsi a noi sia il più universale possibile. Che siate convinti della vacanza della Sede Apostolica o che nutriate serie riserve rispetto a tale conclusione, se comprendete che esiste un problema gravissimo alla testa della Chiesa, siete i benvenuti.

Allo stesso modo, riteniamo che la questione della validità degli ordini ricevuti non debba, in questo contesto conciliare, costituire un ostacolo alla partecipazione. È infatti noto, nell’attuale epoca di caos universale, che praticamente tutte le linee sacerdotali ed episcopali sono sospettate di invalidità da alcuni o da altri. Riteniamo pertanto che un titolo ragionevole all’aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale o la consacrazione episcopale sia il miglior criterio di ammissione, e che ciascuno debba, per il momento, essere trattato secondo il titolo che ritiene di possedere, purché sia in grado di giustificarlo in modo ragionevole. San Roberto Bellarmino, infatti, non richiede che siano esclusi coloro la cui linea appare dubbia ad alcuni, ma piuttosto che nessun vescovo che sia veramente vescovo venga escluso. Sembra dunque che la linea di condotta più prudente consista nel tollerare chiunque possa presentare una prova ragionevole di ordinazione o di consacrazione. Per quanto riguarda la validità reale delle successioni episcopali, ci sembra che la soluzione più prudente sia quella di rimettere tali decisioni al Sommo Pontefice, una volta che il dubbio sarà stato chiarito e che la Chiesa avrà un Pontefice indubitabile. Il Concilio Generale, infatti, non implica atti che rientrino nel potere dell’ordine, come lo sarebbe, ad esempio, un’ordinazione sacerdotale. Pertanto, purché si possieda un titolo ragionevole all’aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale o la consacrazione episcopale, chi desidera unirsi ai propri fratelli per operare per il bene della Chiesa è il benvenuto.

Affinché un Concilio Generale Imperfetto possa riunirsi senza essere convocato dal Sommo Pontefice e mentre esiste un pretendente al papato, è necessario che sia ammesso almeno un dubbio serio circa la legittimità di tale pretendente. È quindi necessario, in questo contesto, non escludere per principio l’ipotesi della vacanza della Sede. La vacanza della Sede Apostolica non è infatti ancora un fatto stabilito canonicamente dall’autorità della Chiesa. Potrà quindi accadere che alcuni si presentino al Concilio Generale convinti della vacanza della Sede, mentre altri non ne siano ancora persuasi, pur riconoscendo tuttavia che la situazione della Chiesa è sufficientemente grave da legittimare la riunione di un Concilio Generale Imperfetto. Potrebbero anche esistere divergenze circa la data di inizio della vacanza. In ogni caso, ogni membro del clero che riconosca la gravità assoluta della situazione presente che colpisce la testa della Chiesa, e che sia disposto ad ascoltare ciò che i suoi fratelli avranno da esprimere sull’argomento e a sottomettersi alle decisioni del Concilio Generale, è il benvenuto.

Unam  Sanctam

bottom of page